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Sosta di cavalieri

  • Ottocento
Sosta di cavalieri
1825 circa
olio su tela
P/1782
cm 100x75

Fra i paesaggi azegliani con episodi di vita della campagna romana giunti al Museo, il dipinto in esame, sebbene incompiuto, appare come uno dei risultati più interessanti. La profondità della veduta, che permette all'artista di graduare le distanze del fonodvalle con delicatissime velature, può richiamare un passo del capo XVIII dei Ricordi relativo alle caratteristiche fisiche della campagna romana: "...larghi burroni...solcano il suolo...in fondo a' quali corre un piccolo torrente...Il fondo è fresco e verdeggiante... Non ho mai veduto un più ricco tesoro di bellezze naturali per lo studio di paese". Per quanto riguarda l'episodio in primo piano, difficilmente identificabile, i personaggi sono tratteggiati in modo analogo a quello di alcuni disegni romani eseguiti sotto l'influenza di Pinelli. La cura minuziosa con cui è resa la vegetazione rimanda alle opere degli anni romani; in particolare le tonalità dei verdi trovano raffronti con il Paesaggio con bufali in riva al fiume. L'opera non è compresa nell'inventario dei dipinti d'azegliani donati dal nipote Emanuele, ma probabilmente ne fa parte.

Giulia Carpignano