Novecento - primo piano | Galleria d’Arte Moderna
Novecento - primo piano

Ritratto di Annetta Levi (Figura)

È il ritratto della madre Annetta Treves, paragonabile per la posizione frontale, per l'allungamento della figura e la luminosità del volto rappresentato con tratti essenziali, per il taglio obliquo degli occhi, alla Figura esposta alla Quadriennale romana del 1931; Ragghianti vi individuerà, nel 1948, una certa rielaborazione dell'esperienza di Modigliani. 

 

Annna Gelli 

 

Nudo seduto (Nudo)

All'inizio degli anni Trenta, il linguaggio di Chessa, pur ricercando la grazia, la delicatezza, l'armonia attraverso il colore, steso ancora in masse libere, sembra acquistare spessore e intensità attraverso il recupero di valori pittorici. Questo splendido Nudo, lieve ma sensuale, è reso quasi plastico dalla pennellata più decisa e dal tono più concreto e fermo. 

 

Anna Gelli 

Anticoli sole a picco (Paesaggio di Anticoli)

Pur non sottraendosi all'autorità di Casorati, Chessa recepisce la pittura di Carena, con cui soggiorna, fra il 1919 ed il 1921, ad Anticoli Corrado. Il ritiro di Anticoli, ricco di informazioni e rapporti di lavoro, di riflessioni sul post - impressionismo e Cezanne in particolare, è importante e fondamentale per la formazione del giovane Chessa. Da tali meditazioni nascono opere come questa, dove la solida struttura formale del gruppo di case, e del paesaggio, è addolcita dalla incidenza della luce che cade dall'alto. 

 

 

Anna Gelli 

TS 13

L'opera fa parte della serie successiva alle Misure di spazi (1965 - 1967), denominata TS. Progettata in diverse articolazioni spazio - temporali, prelude alle nuove ricerche di De Alexandris sulle problematiche di modulazioni spaziali tridimensionali in relazione ambientale. Queste realizzazioni sono costituite da superfici piane dislocate nello spazio e solcate debolmente da tagli, fessure, pieghettature, ribaltamenti e slittamenti distanziati che confermano la prova di un assunto teorico, di un pensiero rigorosamente geometrico e modulare.

Spin Disc

Fin dagli esordi, la pittura di Tilson rivela una forte tensione plastica, che sfocia negli anni Sessanta in rilievi e collages su legno. Il prototipo di quest'opera - realizzato nel '62 in dimensioni ridotte - fu esposto a Newcastle nel 1963. Si tratta della rappresentazione di un oggetto impossibile, che sfrutta le forme geometriche per suggerire un illusorio moto di rotazione, così come illusoria è la possibilità fornita allo spettatore di smontare e rimontare il rilievo.

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