Novecento - primo piano | Galleria d’Arte Moderna
Novecento - primo piano

Nudo seduto (Nudo)

All'inizio degli anni Trenta, il linguaggio di Chessa, pur ricercando la grazia, la delicatezza, l'armonia attraverso il colore, steso ancora in masse libere, sembra acquistare spessore e intensità attraverso il recupero di valori pittorici. Questo splendido Nudo, lieve ma sensuale, è reso quasi plastico dalla pennellata più decisa e dal tono più concreto e fermo. 

 

Anna Gelli 

Nudo femminile (Ginia) (Ginia con testa appoggiata sul braccio)

Ginia, conosciuta da Spazzapan nel 1932 - 1933, è la modella di numerosi disegni e dipinti: questo, fra i primi eseguiti, è una immagine di effetto bidimensionale di semplice e salda impostazione. Le superfici larghe del corpo sono definite da linee scure velocemente schizzate che ricordano il vigore e la scioltezza del tratto nei disegni a china di Spazzapan degli anni 1929 - 1930. Nel sintetismo delle forme e negli accordi cromatici si avverte un interesse per la pittura matissiana che diventa più esplicito in dipinti successivi. 

 

Monica Tomiato 

Ritratto di signora

Le pennellate di materia pittorica densa e pastosa stese energicamente ed i forti contrasti luminosi evocano da un lato il costruttivismo di Cézanne e le esperienze di Derain, dall'altro si collegano alle coeve ricerche di Sironi sulla pittura come "forza costruttiva ". Il senso di monumentalità che ne deriva suggerisce il prossimo orientamento dell'artista nel campo della decorazione architettonica.

 

Laura D'Agostino 

Ricordati di quegli anni e li fa schizzar via

Negli anni Sessanta, ad una stesura gestuale e densamente materica del colore Carol Rama accoppia l'inserzione di oggetti dalla forte connotazione simbolica, rifacendosi alla tradizione dell'objet - trouvé surrealista più che alla coeva riproposizione del Dadaismo. Anche quest'opera rientra in quella che Edoardo Sanguineti , con un riferimento antropologico , definì "poesia del bricolage".

Superficie 141

Il modulo spaziale cui il pittore pervenne nel dopoguerra, dopo la pittura tonale praticata nell'ambito della Scuola Romana, non segna una frattura con il passato, situandosi piuttosto lungo un percorso evolutivo coerente che, volendo cogliere la tensione derivata dall'essere immersi nella realtà , sulla scorta dell'insegnamento ricevuto nell'infanzia dai due piccoli ciechi, intende estrarre dalla molteplicità delle cose un unico segno.

L'inverno

I piani geometrici delle archipitture che Licini realizza negli anni Trenta - triangoli e rettangoli dalle diverse inclinazioni che dialogano tra loro - sono rimeditati in composizioni come questa, dove l'architettura di superfici e solidi è dolcemente sfaldata da rapide ma minute pennellate ed è ambientata in un'atmosfera sospesa. 

 

 

Paolo San Martino 

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