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Ottocento - secondo piano

La morte del conte Josselin di Montmorency

Tappa fondamentale nella carriera artistica di d'Azeglio, l'opera ripropone il binomio fra paesaggio ed episodio storico-romanzesco; il fascio di luce che illumina fortemente l'episodio centrale e il paesaggio corrugato e pittoresco rimarranno poi costanti nella pittura azegliana, mentre il modo di definire le fronde degli alberi è tipico dei periodo romano dell'artista. Sia il Montmorency, sia il precedente Passo delle Termopili furono inviati da Roma a Torino ed esposti a Palazzo Reale nel 1825 con grande successo.

Viaggio di Francia. Teatro romano ad Orange

Trasferito nel 1812 come sottoprefetto ad Orange, nella Francia meridionale, De Gubernatis accentua la limpidezza delle riprese prospettiche parmensi, accostandosi alle antichità archeologiche con esattezza di tradizione illuminista, come dimostra anche l'attenzione per le misure del teatro, costruito intorno al 120 d.C. Nel 1816 De Gubernatis era già tornato a Parma, il che lascia supporre un completamento dell'acquerello in studio, procedimento usuale per il pittore.

Vittorio Natale

Paesaggio (Paesaggio all'aurora)

La presenza dei finti passe-partout, piuttosto che delimitare lo spazio, dilata il senso di vertiginosa apertura verso l'indefinito dei due pendant. La data che compare sul retro, antica ma non autografa, appare pienamente confermata dall'impressione che simili composizioni suscitarono su De Gubernatis intorno al 1811.
Vittorio Natale

Le ombre dei grandi uomini fiorentini che protestano contro il dominio straniero

L'opera, esposta al Salon di Parigi del 1857 con il titolo Réve d'un exilé, riflette attaverso un tema allegorico l'ideologia risorgimentale da cui l'artista, al tempo esule in Francia, era animato.

Paesaggio con cascata (Sottobosco con monaco)

L' acquerello, con il suo pendant Paesaggio roccioso con alberi divelti, è stato riferito agli anni maturi dell'attività di Bagetti, con una datazione oscillante tra il primo e il secondo decennio dell'Ottocento. L'interesse per i luoghi ombrosi e incontaminati e per la crescita violenta della natura, che diviene inquietante per la presenza selvaggia degli animali, si unisce ad una osservazione attenta dei singoli elementi.

L'innominato

Al personaggio manzoniano dell'Innominato è dedicato questo dipinto di Gastaldi, che si avvicina così a una delle maggiori fonti di ispirazione letteraria per le arti figurative dell'Ottocento italiano. La scena si riferisce al momento della conversione dell'Innominato, descritta da Manzoni nel capitolo XXII de I promessi sposi. Dell'episodio, variamente ripreso all'epoca da più artisti, Gastaldi dà una delle immagini più convincenti, sottolineando "con tratti di insolito realismo" la sperduta malinconia dell'uomo a colloquio con se stesso.

Paesaggio (Paesaggio con villa e pescatori lungo un fiume)

La serie, allusiva alle quattro stagioni e strettamente unitaria dal punto di vista compositivo e cronologico, rappresenta il primo documento noto di Reviglio. Il pittore appare profondamente legato alle esperienze torinesi dell'ultimo decennio del Settecento: l'attenzione per i dati atmosferici e la stesura pittorica a tocchi alla J.-C.-D. Van Loo e la visione topografica di Bagetti.

Vittorio Natale

Aetas aurea (Donna con bimbo)

Tradizionalmente considerato il ritratto della moglie con il figlio, da cui la data 1886 generalmente accolta dalla critica, questo articolato lavoro impostato sulla diagonale adotta un taglio compositivo inconsueto nell'opera di Rosso. Abilmente risolto nella delicata fusione atmosferica dei due volti, con un modellato straordinariamente luministico, emotivo e "tonale", ottenuto grazie alla materia translucida e malleabile, questo gruppo è una delle opere più riprodotte dell'artista.

Alfonso Panzetta

Enfant au sein

Questo raro esemplare in cera dell'opera integra, forse l'unico con il gesso della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, è il ritratto della moglie e della figlia di Paul Alexis, il cui modello in creta viene eseguito da Rosso nel 1889 come documenta il carteggio privato dell'artista.

Novembre

Acquistato da Vittorio Emanuele II alla Promotrice di Torino del 1864, il quadro rappresenta quello che Fontanesi stesso menziona in una lettera dello stesso anno come "motivo di Tortu", una località nei pressi di Crèmieu. Se dal punto di vista iconografico il dipinto si collega ad una serie di studi del lascito Camerana raffiguranti pastorelle sedute sullo sfondo di un vasto paesaggio, per stile e composizione esso segna il raggiungimento di un equilibrio diverso e più maturo.

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