Novecento - primo piano | Page 10 | Galleria d’Arte Moderna
Novecento - primo piano

Verso i bianchi

L'opera è intessuta da sottili pennellate di colore magro e asciutto ben stemperato, appena differenziato nel bianco - rosso - rosato e grigio. La risoluzione tecnica di ricorrere alle superfici coperte da gomitoli bianchi, aggruppati da segmenti lineari più o meno fitti e ispessiti, deriva al pittore da importanti opere precedenti (Città orientale, Tundra, o Luce filtrante, 1944; New York Museum of Modern Art).

La primavera

I due vasi appartengono al ciclo delle Quattro Stagioni. Nella serie completa acquistata nel 1932 a Parigi anche da Josephine Baker, simbolo mitico, in quegli anni, dei paesi lontani, Sturani si distingue non solo per la vivacità cromatica e la straordinaria fantasia nel trattare il tema, ma anche per l'inconsueta capacità nell'adattare l'immagine umana. Il dato reale risulta trasfigurato in senso liberamente fantastico, come nel caso delle Stagioni, oppure caricaturale, come nei Vasi-maschere dove le teste e i volti sono adattati alla silhouette dei vasi.

Nord-Sud

Il soggetto, di cui esistono altri studi coevi, si ispira alla ferrovia metropolitana sotterranea che univa i diversi quartieri di Parigi da nord a sud. Il dipinto appartiene al periodo futurista di Severini e, più precisamente, al ciclo di opere dedicato alle macchine cui l'artista lavorò nell'inverno 1912-1913.

Uomo e donna alla balconata (Lui e lei alla balconata)

La riflessione sul tema delle relazioni tra rappresentazione e vita e tra opera e ambiente è dagli anni Sessanta al centro del lavoro di Pistoletto. Risalgono al 1962 le sue prime opere specchianti, lamiere riflettenti su cui sono applicate le sagome scontornate di figure umane e oggetti. Se la mediazione dell'immagine fotografica consente di accostare questi lavori alla problematico Pop, la novità dell'operazione consiste nel rapporto instaurato con lo spettatore e l'ambiente, che entrano a far parte integrante dell'opera.

La sera (Grande)

E' il periodo delle Amalassunte e degli Angeli ribelli, entità del cielo che appaiono ai cuori più sensibili. La figurazione è affrontata in modo sempre più fantastico e si riduce ai soffici filamenti bianchi che descrivono la fisionomia di un personaggio simbolico, su campiture giallo-verde, sipario sulle tenebre.

Paolo Sna Martino

Tête de soleil

Il sentimento dominante nell'opera di Appel è quello della tragicità dell'esistenza, che egli ha riversato nella pittura fin dal tempo della partecipazione alle attività dei gruppo Cobra (1948-1951). Le presenze antropomorfe, che in altri artisti del gruppo assumono la sembianza ieratica di totem, nei suoi dipinti appaiono invece scosse da un movimento deformante, coinvolte in un processo di metamorfosi di ascendenza espressionistica.

Leone urlante

Nella sala allestita alla Biennale veneziana del 1954 , caratterizzata da un certo ritorno a strutture plastiche più compatte ed unitarie, Mirko presenta per la prima volta soggetti tratti dall'iconografia orientale. Sono quelli classici della della Chimera e del Leone, trasformati in terrifici mostri arcani, in inquietanti presenze ieratiche che si materializzano dal più remoto passato.

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