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Novecento - primo piano

Spazio totale

La ricerca astratta di Nigro non si chiude all'interno dell'invenzione di forme bidimensionali, ma, in analogia con il linguaggio musicale, studia la ripetizione, la viariazione e l'intersezione di reticoli colorati. Nella serie dello Spazio totale - sviluppata per circa un decennio e seguita a partire dal '65 da quella dedicata al Tempo totale - la forma e lo spazio vengono così a coincidere, nell'allusione ad una terza dimensione indicata da fratture e  scivolamenti di piani che conferiscono un senso di drammaticità ai ritmi simultanei di Nigro. 

 

Maria Teresa Roberto 

Superficie a testura vibratile 5024

Fondamentale per l'intero arco della ricerca di Alviani è la volontà di ampliare le possibilità della percezione. Egli non è interessato alla produzione di oggetti, ma alla determinazione di eventi visuali aventi per protagoniste la luce e la superficie metallica fresata che, al variare dell'angolo visuale, offre immagini in continua modificazione. Lo spettatore non deve dunque limitarsi ad una contemplazione statica dell'oggetto, ma con i movimenti del suo sguardo dar vita al processo percettivo in cui l'opera si identifica.

03 - F

Realizzata durante il periodo di attività del Gruppo Sperimentale d'Arte di Torino (1963 - 1965), l'opera documenta l'interesse dell'autore per i meccanismi della percezione visiva e per il rapporto tra l'arte e la società tecnologica. Si tratta della sovrapposizione di un doppio reticolo geometrico, giocata sul contrasto del bianco e del nero e sullo sfruttamento della trasparenza del plexiglas. Le diverse possibilità di configurazione della struttura visiva possono realizzarsi solo attraverso l'intervento del riguardante. 

 

Maria Teresa Roberto 

 

 

Struttura n. 444

Nello sviluppare l'interesse per i processi percettivi che fin dagli anni Cinquanta sta alla base della sua ricerca,Mari realizza strutture costituite da elementi - base iterati. In questo caso si tratta di alveoli circolari nella cui profondità appaiono altre forme anch'esse circolari, ma di colore e dimensioni diversi. L'opera, un multiplo realizzato in carta pieghevole, può essere chiusa come un libro , a dimostrazione della volontà di Mari di annullare la distanza tra produzione estetica e fruizione. 

 

 

Maria Teresa Roberto 

Ricordati di quegli anni e li fa schizzar via

Negli anni Sessanta, ad una stesura gestuale e densamente materica del colore Carol Rama accoppia l'inserzione di oggetti dalla forte connotazione simbolica, rifacendosi alla tradizione dell'objet - trouvé surrealista più che alla coeva riproposizione del Dadaismo. Anche quest'opera rientra in quella che Edoardo Sanguineti , con un riferimento antropologico , definì "poesia del bricolage".

Superficie 141

Il modulo spaziale cui il pittore pervenne nel dopoguerra, dopo la pittura tonale praticata nell'ambito della Scuola Romana, non segna una frattura con il passato, situandosi piuttosto lungo un percorso evolutivo coerente che, volendo cogliere la tensione derivata dall'essere immersi nella realtà , sulla scorta dell'insegnamento ricevuto nell'infanzia dai due piccoli ciechi, intende estrarre dalla molteplicità delle cose un unico segno.

Ritmi giallo - neri

Dopo una fase neocubista - espressionistica che annuncia la tematica delle Costruzioni e degli Elementi dello spazio del periodo del MAC (1951 - 1953), la ricerca pittorica di Scroppo si fa sempre più determinata e si concentra in composizioni geometriche di ispirazione ritmico  - formale astratta. Questi gioiosi Ritmi giallo - neri si collegano ad opere di poco precedenti. La chiara formulazione pittorica di queste nette ed equilibrate astrazioni caratterizza la produzione di tutta l'esperienza concretista del pittore. 

 

Giorgio Auneddu 

Sogno di primavera

La pittura di Cavalleri accoglie ad apertura del secolo, pur in una dimensione che continua la tradizione paesaggistica piemontese, l'atmosfera idealizzata delle allegorie esistenziali derivate dalla nuova cultura simbolista. Il componimento poetico scritto da Luigi di San Giusto a presentazione dell'opera spiega il tema della malinconia nel ricordo idealizzato della giovinezza, che già ricorre nel titolo emblematico. Il soggetto veristico è superato nel simbolo.

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