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Novecento - primo piano

Storia di mare (Tramonto della luna)

Nei primi anni Cinquanta, Birolli intaprende un processo di eliminazione dal quadro di espliciti riferimenti figurativi e si concentra sull'indagine delle potenzialità espressive del colore; "colori e forme sono la vita senza bisogno di assomigliarla" afferma l'artista (Pittura d'oggi, Firenze 1954). Il riferimento alla realtà naturale rimane l'ineludibile punto di partenza dell'"astrazione" di Birolli; gli stessi titoli delle opere sono evocatori di situazioni naturali, almeno fino al '57.

L'aratura

A partire dal Manifesto della Ricostruzione Futurista dell'Universo (1915), Depero si ripropone di reinventare giocosamente il mondo intero sotto l'egida materiale e spirituale della macchina, nuovo idolo moderno. La flora diventa artificiale, la fauna metallica. Anche la rappresentazione della realtà si semplifica e meccanizza: ne emerge uno stile geometrico dalle tinte piatte e squillanti, creativamente prospettico, unitario e architettonico.

(Grande) Ferro M5

Nel 1958 la ricerca di Burri, dopo aver sfruttato la consistenza cedevole delle plastiche, si orienta a saggiare la resistenza del metallo. Anche in questo caso il fuoco è strumento privilegiato di realizzazione dell'opera, intervenendo a saldare tra loro le lamiere che la compongono. Il risultato non è una superficie continua, ma un susseguirsi di spezzature e tagli, di rigonfiamenti e piegature, di punti di sutura e aloni lasciati dalla fiamma ossidrica.

Composizione in nero

La ricerca di un'accentuata riduzione stilistica porta Soldati a considerare inadeguato il linguaggio figurativo adottato sino alla mostra del 1933 alla Galleria del Milione. La critica di Carlo Belli spinge il pittore in una direzione astratto-geometrica: nel tempio dell'alluminio e dell'angolo retto l'ordine s'impone anche alle arti, che devono rifuggere dalla "confusione" anacronistica , tardoromantica e borghese del Novecento. La geometria è il comune denominatore moderno, che esclude l'apparenza visibile e l'arbitraria soggettività.

Uccello 2

Per Licini la geometria assume un valore poetico assai diverso da quello praticato dagli astrattisti milanesi suoi compagni di strada. Nel suo mondo non v'è posto per la comunicatività di Reggiani e Soldati, per il razionalismo modulare di Melotti, per la didattica di Veronesi; per lui la pittura -al contrario dell'architettura dalla quale non v'è dipendeza - è pur sempre "un'arte irrazionale con predominio di fantasia e immaginazione" (cfr. Lettera aperta al Milione, in "Bollettino", Galleria il Milione, 39, 1935, p.n.n.).

Dal ciclo della natura n. 9 (spazial = invasione)

Una gestualità libera e dinamica, sorretta da un uso espressivo e dirompente del colore, si afferma nelle opere del Ciclo della natura del 1953, in cui si dissolve definitivamente la griglia geometrica che ancora caratterizzava le precedenti serie di Vedova. il dinamismo della sua pittura trova un precedente nel Futurismo, ma la fonte della tensione vitalistica è rintracciata da Vedova nella natura, visto come luogo di unoscontro primigenio tra luce e materia.

Composition

Realizzata a Coubervoie quattro anni dopo la prima affermazione pubblica di Soulages al Salon des Surrindépendants (1974), la tela è appartenuta ad una delle più importanti raccolte italiane d'arte contemporanea del secondo dopoguerra (Benedetto Fiore).

Sterpaglia sulle rocce

Eseguita nella fase del periodo "naturalistico" degli ann Cinquanta, l'opera è caratterizzata da una superficie percorsa da larghe e spesse stesure liberamente giocate su uno sfondo chiaro, denso e abbagliante di luce. L'artista interviene con impeto risolutore nel tracciare, tra andamenti sinuosi di ritmici grigi, intensi e vividi steli d'erba, sterpi e rovi sul terreno: dove più la materia è aspra e livida, come arsa da un'implacable sole d'estate. Scoperti, più vulnerabili e nudi sono gli effetti radi dei neri, degli ocra e dei verdi.

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