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Novecento - primo piano

(Der) Matrose Fritz Múller aus Pieschen

Questa importante opera appartiene al periodo giovanile di Dix, ed è di pochi mesi precedente alla vera svolta del suo stile, già incline verso il nuovo orientamento realista che si verificherà dopo il 1920. Il senso compositivo del dipinto risente della singolare intersezione di dadaismo, cubismo e futurismo.

Contadini al sole

La conoscenza della pittura post-impressionista, per visione diretta delle opere e attraverso i racconti dell'amico e critico d'arte Emilio Cecchi, imprime una svolta fondamentale al percorso figurativo di Carena, che progressivamente indaga i diversi sviluppi dell'impressionismo, pur mantenendo caratteristiche formali e cromatiche del tutto originali.

La luna

Dal 1963 Calzolari inizia a sovrapporre alla superficie pittorica oggetti reali,interrogandosi sull'identità dell'opera,sul rapporto che essa instaura con l'ambiente circostante e che intrattiene con l'uomo,sia esso lo spettatore o il pittore medesimo. Negli anni settanta il ricorso alla pratica pittorica si fa più frequente.

Pugile (Frammento) (Il pugile)

Negli anni Trenta Marino indaga sull'arte antica del bacino mediterraneo: egizia, mesopotamica, etrusca, ellenistica, romana, gotica e romanica. Ma le suggestioni arcaiche non si risolvono mai nella retorica della storia o in un facile archeologismo. La tensione della ricerca semplifica il soggetto, lo scarnifica da tutto ciò che è naturalistico e descrittivo, per raggiungere la pura essenzialità plastica. Il risultato è la determinazione di immagini-idee, di archetipi assoluti, carichi di significati mitici (Pomona, il Giocoliere, il Cavaliere) che ricorrono nella sua produzione.

Ritratto di F.T. Marinetti. Sintesi plastica (Marinetti sintesi plastica)

Lo sforzo declamatorio di Marinetti è restituito dal compatto plasticismo delle campiture che - come tessere di un mosaico - formano il volto dell'oratore, del quale pare d'intuire la voce metallica e vibrante. Esposto alla biennale del 1926, insieme ad altre significative opere del periodo, il ritratto esemplifica la svolta puristica impressa da Prampolini al Futurismo meccanico alla metà degli anni Venti, parallelamente alle coeve esperienze post-cubiste francesi, tedesche e belghe.

Paolo San Martino

Ostaggi

L'opera, probabilmente un omaggio al Fautrier degli Otages, fu esposta alla Galleria Stein di Torino nel '67 su una base a T eseguita per l'occasione. "Lungo l'Aniene si nascondevano tra una folta vegetazione due grossi legni logorati. (... ) Lasciati per tutta l'estate a prosciugare al sole, non hanno cambiato granché del loro enigmatico aspetto. Accostati, l'uno superava di molto l'altro e per ridurli ad uguale misura dovetti intervenire, cautamente, per non alterare in alcun modo il complesso dell'immagine che desideravo. (...

Tavolino (Natura morta)

Datati entrambi 1928, ed esposti alle mostre dei "Sei", questi interni sono diversi nel gioco compositivo degli oggetti rappresentati; solo la ciotola e la bottiglia si ripetono sulle scene, riprese però da differenti punti di vista; analoga è l'atmosfera, sebbene più intensa nel Tavolo da gioco. Sapientemente dosate risultano le ombre e le luci dove si insinua un gusto finemente decorativo.

Anna Gelli

Scultura di silenzio

L'opera, in pietra rosea calcarea, è di un materiale insolito rispetto alle preferenze abituali dell'artista, in genere orientato, nella realizzazione delle sue sculture, sull'utilizzazione di bronzo e marmo. Scultura di silenzio ,Corneille" si allinea alle ricerche tridimensionali avviate da Arp sin dal '30-'31, nate secondo un processo creativo che rammenta una spontanea germinazione organica delle forme, piuttosto che la manifestazione stilizzata di un dato naturale.

Elogio del fuoco

L'opera fu presentata alla Biennale di Venezia del '58, in occasione della quale Chillida ottenne il Gran Premio per la Scultura, insieme ad altri lavori che, come Elogio dell'aria ed Elogio del ferro, entrambi del '56, e Omaggio a Bachelard del '58, attestano l'interesse dello scultore per il pensiero del filosofo francese. Questa scultura pare voler tradurre in forme solide e aperte le aggregazioni e gli incastri di segni che caratterizzano la ricerca pittorica degli anni Cinquanta.

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