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Novecento - primo piano

Angles

Figura di spicco e capostipite della tendenza più materica dell'informale europeo,coagulatasi intorno al critico Michel Tapié all'inizio degli anni cinquanta,Jean Fautrier dà forma e consistenza agli orrori della guerra - vissuti in prima persona durante l'occupazione tedesca in Francia - con gli "Otages",una serie di opere composta da una trentina di esemplari,realizzati tra il 1942 e il 1945,ed esposta quasi integralmente presso la galleria Drouin di Parigi.

Annunciazione

In questa composizione allegorica la figura del padre, che compare in diversi dipinti del periodo 1925 - 1935, è colta mentre con gesto ieratico è intento alla lettura. Il linguaggio degli sguardi e delle mani gesticolanti è qui privilegiato.

Bicilindrica

Nel 1965 Icaro realizza una serie di sculture in cemento. L'uso del materiale extra -artistico attualizza il riferimento a Brancusi,evidente nella scelta e nella iterazione di una forma plastica elementare,solidale con un basamento che diventa esso stesso scultura. La consistenza matericamente e croamticamente neutra del cemento esplicita l'ironia monumentalista di Icaro,avviato alla metà degli anni Sessanta verso l'accentuazione dell'aspetto ludico dell'invenzione formale. 

 

 

Maria Teresa Roberto 

Dans mon pays

L'opera è stata realizzata in Messico durante il soggiorno americano dell'artista (1941 - 1943). L'elemento russo evocato in questo intenso dipinto è poeticamente presente nella soluzione fantastica del paesaggio, che è quello caro e familiare dell'infanzia a Vitebsk: vecchie dacie di legno,stradine di steccato, insegne nei negozi, giovani amanti, animali domestici, accomunati in un mondo "supernaturale" - secondo la definizione di Apollinaire - comunque fantastico e surreale di idilliaca quiete.

Capanni sul mare

Il dipinto si collega alla svolta paesaggistica degli anni Venti di Carrà, bilanciata tra osservazione ed astrazione. I contrasti sordi dei colori - blu mare all'orizzonte, i bianchi sporchi ed i rossi mattone dei capanni - concorrono nel definire forme essenziali e riconoscibili; linee orizzontali e verticali determinano una scansione spaziale in cui risaltano infatti i semplici solidi delle architetture.

Paesaggio - Laguna (Fondamenta nuove) (Venezia) (Laguna)

La forma solida e concreta della barca sullo specchio d'acqua, le officine nella parte alta della composizione, sono calcolata distribuzione di forme sulla superficie pittorica; i toni spenti strutturano i volumi. E' sfuggita sinora alla critica la comparsa del dipinto, inventariato nelle nostre collezioni come Paesaggio - Laguna, alla Biennale di Venezia del '32: era intitolato Venezia (cfr. il cartellino dell'esposizione sul retro), ma è in seguito divenuto noto come (Le) Fondamenta nuove (cosi è anche in C. Carrà, La mia vita, Milano 1981, p. 205).

Ragazzo (Ragazzo seduto)

Esposta nel '31 alla I Quadriennale romana - in occasione della quale Martini ottenne il primo premio per la scultura - l'opera era stata realizzata l'anno precedente a Vado Ligure. Dalle numerose visite al Museo di Villa Giulia in Roma, dove poté osservare da vicino le terrecotte etrusche, Martini derivò l'abitudine di modellare direttamente la terra da forno. "Questa terra - scrisse G. Lo Duca (Arturo Martini, Milano 1933, P. 9) -, che dopo il fuoco prende rossori e palpiti di carne, s'intona miracolosamente alla poesia che Martini può soffiare nelle sue sculture.

Apocalisse

Un nucleo di disegni di Scipione, del 1930, è costituito dagli studi per l'Apocalisse: uno di questi, pubblicato sull' "italia Letteraria" del 6 novembre 1930, propone lo stesso schema compositivo del dipinto e reca la firma e il titolo autografo Il sesto suggello. L'Apocalisse di San Giovanni è letta, meditata e interrogata da Scipione che cerca, nel significato letterale della parola, "rivelazione", la vittoria sul male e concentra la sua attenzione sul carattere profetico del libro, messaggero non solo di distruzione e morte ma, anche, di amore e di conforto per l'umanità.

Mafai con il gatto

L'ideazione dell'opera risale agli anni del primo soggiorno genovese dell'artista (1939-1943). Il tema è volutamente domestico, antiretorico, e risalta il misterioso atteggiarsi psicologico del ritrattato. L'adozione di un linguaggio sottilmente arcaizzante è di indirizzo ben differente rispetto alla statuaria dell'epoca, e nasce dal ripensamento della lezione di Bourdelle, Maillol, che la Raphaél aveva studiato a fondo a Parigi, al principio degli anni Trenta.

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