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Novecento - primo piano

Fiori con specchio Barocco

Il dipinto è realizzato in un momento in cui la pittura di De Pisis si accosta particolarmente all'arte di Rubens e alla tecnica di Renoir. Riaffiora una certa forma di realismo, in cui gli oggetti, più freddi e staccati,sono posti su fondi dove la tela torna ad essere coperta da una luce più opaca. Un grande vaso scuro con fiori qui è ripreso sul bordo di un tavolo con alcuni oggetti in primo piano,tra un quadro e lo specchio barocco appesi alla ravvicinata parete dello sfondo.

Fiori secchi sulla mensola (Fiori appassiti)

Quello dei fiori è un ciclo composto da circa venti dipinti databili tra il 1931 ed il 1938. Maturata attraverso lo studio della pittura metafisica e del tonalismo di Morandi, la serie documenta la nuova ricerca avviata dall'artista d'una realtà profondamente segnata dall'indagine psicologica e d'una pittura che affronti sempre i massimi problemi ma attraverso l'intima meditazione.

Giustiniano

Nel 1937 Cagli è incaricato di decorare il vestibolo del padiglione italiano all'Esposizione Internazionale di Parigi con riquadri che celebrino Roma dalla sua fondazione e i grandi italiani. L'artista,con l'aiuto di Afro,realizza oltre 200 mq di tavola dipinta a tempera e ricoperta da una mano di cera vergine bollente,secondo l'antica tecnica pompeiana dell'ancausto.

Donna di Saint Louis

Presentata alla Biennale di Venezia del '56, in occasione della quale Chadwick ricevette il Gran Premio per la Scultura,l'opera è una struttura metallica aperta,aggressiva sia nel trattamento scabro delle superfici sia nella presenza di elementi aghiformi e di sagome dai profili taglienti.

Danzatrice negra

Il dipinto traspone in geometrico rigore compositivo simboli ed emblemi formali riscontrabili nelle tematiche coeve dei Piloti e delle Immagini meccaniche proprie delle "concrezioni" del periodo del MAC; nello stesso Parisot è firmatario del Manifesto Arte Concreta con Galvano, Scroppo e Biglione.

I Santi Anargiri

Particolare anticipazione della Composizioni astratte degli anni Cinquanta,quest'olio su tela del periodo concretista del MAC (1949 - 1953) si inserisce tra le esperienze figurative di impostazione naturalistica ed espressioniostico -cubista dell'immediato dopoguerra e le successive prove di gusto più scopertamente informali e neo - liberty (1955 - 1960) di Galvano.

Trinità dei Monti

Le vedute di Roma sono un tema particolarmente caro all'artista e ne accompagnano tutta la produzione fin dagli esordi. Il dipinto in questione è ascrivibile al 1941 circa,sulla base di confronti stilistici con altri piccoli scorci di lungotevere, ponti sul fiume,piazze,eseguiti a quella data. Sono anni difficili per Mafai che, con la Raphael,deve anche ritirarsi a Genova a causa delle leggi razziali.

Aquilone

È un'opera della prima produzione "iconica" post-figurativa degli anni Cinquanta. La composizione è giocata in geometrici frammenti con prevalenti tonalità nere su fondo blu,con qualche nota di bianco e lievissimi inserti di nitido rosa. Il colore,magro e opaco,si armonizza euritmicamente al reticolo compositivo con ponderate cadenze geometriche. La pittura qui,secondo un concetto dell'autore,è esplicita derivazione di "morfogenesi".

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