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Novecento - primo piano

Ritratto dell'ingegner Beria

Questo geometrico ritratto dell'ingegner Biagio Beria [...] è uno dei pochi ritratti virili del pittore. Il Beria era al tempo un giovane progettista dal promettente avvenire: laureatosi al Politecnico di Torino in ingegneria industrale meccanica,già nel 1924 veniva incaricato dal senatore Agnelli di dirigere la Società Italiana di Lavorazioni Meccaniche per la Snia Viscosa di Riccardo Gualino - altro noto ritrattato dall'artista  -  a Torino.

Rivalità figurale

Avvicinatosi nel '52 agli esponenti milanesi del Movimento Arte Concreta, Ballocco indirizza la sua ricerca verso un'organizzazione visiva della realtà fondata sul colore.

Paesaggio urbano

Negli anni immediatamente seguenti il primo conflitto mondiale Sironi si concentrò sulla rappresentazione del paesaggio metropolitano,ritraendo la periferia milanese in una quantità di disegni, schizzi e dipinti a olio. Si trattava di una zona ben precisa della Milano di allora, in rapida espansione: una sorta di trapezio tra Porta Vittoria, Porta Romanae la zona esterna alle vecchie mura, adiacente il quartiere Ripamonti e compresa tra due grandi arterie dirette verso la periferia.

Tavolo da gioco

Datati entrambi 1928, ed esposti alle mostre dei "Sei", questi interni sono diversi nel gioco compositivo degli oggetti rappresentati; solo la ciotola e la bottiglia si ripetono sulle scene,riprese però da differenti punti di vista; analoga è l'atmosfera, sebbene più intensa nel Tavolo da gioco. Sapientemente dosate risultano le ombre e le luci dove si insinua un gusto finemente decorativo. 

 

Anna Gelli 

Tavolino (natura morta)

Datati entrambi 1928, ed esposti alle mostre dei "Sei", questi interni sono diversi nel gioco compositivo degli oggetti rappresentati; solo la ciotola e la bottiglia si ripetono sulle scene,riprese però da differenti punti di vista; analoga è l'atmosfera, sebbene più intensa nel Tavolo da gioco. Sapientemente dosate risultano le ombre e le luci dove si insinua un gusto finemente decorativo. 

 

Anna Gelli 

Mi

L'opera fa parte di una serie di lavori eseguiti intorno alla metà degli anni Quaranta che espimono, in modo squisitamente essenziale, le teorie geometrico - astratte del movimento "Abstraction - Création", e che caratterizzano tutta la produzione di Herbin nella direzione di quel personale "alfabeto palstico" elaborato dopo il 1940 e poi confluito nel testo teorico L'Art non figuratif - non objectif (1949).

L'inverno

I piani geometrici delle archipitture che Licini realizza negli anni Trenta - triangoli e rettangoli dalle diverse inclinazioni che dialogano tra loro - sono rimeditati in composizioni come questa, dove l'architettura di superfici e solidi è dolcemente sfaldata da rapide ma minute pennellate ed è ambientata in un'atmosfera sospesa. 

 

 

Paolo San Martino 

Marina

Negli ultimi anni della sua vita, Licini semplifica il bagaglio di forme che contraddistingue la sua opera e riconduce la tavolozza a tinte prossime a quelle fondamentali, imbastendo le composizizioni su contrasti di complementari. Il presente dipinto si inserisce in questo preciso contesto, denotando un'estrema esemplificazione di linee e colori. 

 

Paolo San Martino 

Lumière inondante

Tipico per molti pittori astratti e per lo stesso Magnelli è il processo di riduzione della realtà visibile - per lente tappe successive - in entità formali e talvolta segniche, che spesso è difficile ricollegare alla fonte d'ispirazione originaria. È stato osservato come alcune tipologie ricorrenti nelle prime opere derivino dalla produzione figurativa di Magnelli, che sin dagli anni Trenta semplifica il tattile plasticismo postcubista delle Pietre in campiture piatte dai colori timbrici.

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